Lenti

Le lenti oftalmiche nascono per dare risposta ai piccoli e grandi problemi di visione che il nostro occhio può avere. Sono classificabili in base al materiale di produzione, all'indice di rifrazione o alla tipologia di lente. Oltre al materiale di produzione, si differiscono anche nella tipologia e quindi nella funzione che svolgono.

Esistono lenti oftalmiche specifiche per ogni esigenza visiva:

  • lenti monofocali per la visione ad una sola distanza (vicino o lontano)
  • lenti bifocali per una visione tradizionale del vicino e del lontano
  • lenti progressive, l'evoluzione per una visione continua e naturale a tutte le distanze
occhiali_rossi

Lenti Monofocali

Le lenti monofocali sono così dette in quanto hanno un solo potere diottrico, che consente un loro utilizzo per la visione a distanza o negli occhiali per la lettura. Quando si disegna una lente monofocale si devono considerare vari fattori come la qualità della visione, l'estetica data dalla sottigliezza della lente, il comfort d'uso e il suo peso. Attualmente grazie ai progressi della tecnologia oftalmica, agli indici di rifrazione elevati, che si sono ottenuti sia per le lenti in materiale organico, sia per le versioni in vetro minerale, e alla possibilità di realizzare geometrie asferiche/atoriche, si possono avere lenti piatte e leggere, anche in presenza di alte ametropie.

Le Lenti Multifocali

Le lenti multifocali e gli occhiali montati con questo tipo di lenti sono usati da oltre 200 anni e sono da considerarsi i progenitori delle più attuali lenti progressive. Nonostante il sopravvento di queste ultime, però, rimangono ancora estimatori di questa tipologia di prodotto che giustificano la presenza di una gamma di zone con caratteristiche tali da soddisfare le diverse esigenze visive. La zona per lontano: è la zona correttiva che "contiene" la prescrizione dei difetti visivi diversi dalla presbiopia; viene usata per la visione di ciò che oltrepassa la cosiddetta sfera spaziale egocentrica (banalmente: ciò che si trova fuori la portata del braccio). La zona intermedia: rappresenta il punto di passaggio dalla zona per lontano a quella per vicino e una progettazione non accurata della zona intermedia può essere pregiudizievole per l'adattamento del soggetto a questo tipo di lenti; il design di questa zona viene anche influenzato dal tipo di utilizzatore. La zona per vicino è una parte piuttosto estesa della lente (20% circa dell'intera superficie) ed è, ovviamente, quella che viene utilizzata per attività che comportino una visione ravvicinata (come, per esempio, la lettura). La parte della lente che non appartiene alle zone sopradescritte (dette zone funzionali) fa parte della periferia (si parla di zona non funzionale) e viene detta appunto zona periferica; è una zona della lente che viene utilizzata scarsamente e può essere causa di alcuni problemi di tipo adattativo.

occhiali_gialli

Le Lenti Progressive

Diversamente dalle bifocali, le lenti progressive rappresentano per il presbite un valida soluzione per una visione nitida e continua per vicino, lontano e per la distanza intermedia, senza alcune linea di divisione sulla lente. L'attuale obiettivo della ricerca è rivolto, non solo al miglioramento delle prestazioni delle lenti progresive "universali", bensì allo sviluppo di prodotti super personalizzati, capaci di adattarsi alle singole necessità individuali, realizzando lenti create "su misura". Fondamentale per una soluzione ottimale e personalizzata è la scelta di una lente dalla qualità certificata, unitamente al ruolo dell'ottico optometrista e del medico oculista, capaci di guidarLa al meglio nella scelta tra materiale organico o minerale, trai vari disegni di lente e i trattamenti di superficie

 
Hoya